Questo pioppo sta da solo in mezzo a quella che di fatto è una riserva naturale nata per caso. La Certosa prende il nome da un monastero certosino fondato qui nel 1424, abbandonato sotto Napoleone e poi usato per oltre un secolo come deposito militare e poligono di tiro, finché l'esercito italiano se ne andò definitivamente nel 1997. Lasciata a sé stessa per decenni, l'isola di 22 ettari è cresciuta selvatica: boschetti di pioppo bianco, pioppo nero e frassino coprono oggi il terreno su cui marciavano i soldati, e la letteratura di conservazione del sito lo descrive come uno dei pochi posti in cui si può ancora studiare direttamente la vegetazione originaria dei suoli sabbiosi della laguna. Il pioppo nero che cresce nel cuore di questo bosco spontaneo è indicato più volte dalle fonti locali come uno dei più grandi della sua specie radicati nella sabbia dell'isola, ma nessuna gli dà un'età o una misura del tronco, quindi la sua età esatta non è verificata. Su una parte dell'isola nel 2013 ha aperto un parco urbano pubblico, e oggi tutto il sito è aperto dall'alba al tramonto, un contrasto quieto con la folla che sta a dieci minuti di barca.
Isola della Certosa, 30122 Venezia
Gratuito, parco pubblico, dall'alba al tramonto
Vaporetto linee 41/42, fermata Certosa (fermata a richiesta)
Fonti
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