Gli alberi originari dei Giardini della Biennale
VeneziaCastello
Posizione approssimativa.
Il più grande spazio verde di Venezia esiste perché Napoleone doveva mettere un parco da qualche parte e non aveva scrupoli su cosa ci fosse in mezzo. Nel 1807 un suo decreto ordinò alla città di creare giardini pubblici e, per fare spazio, gli ingegneri demolirono un gruppo di chiese e conventi su terreno paludoso al margine orientale di Castello, fra cui San Domenico e Sant'Antonio Abate, e prosciugarono l'area. L'architetto Giannantonio Selva, insieme al botanico Pietro Antonio Zorzi, disegnò un giardino neoclassico formale di viali diritti, inaugurato nel 1810. Verso metà Ottocento la moda era cambiata, e quella geometria fu rifatta nei percorsi sinuosi e nei boschetti irregolari che si vedono oggi. Oggi ci crescono più di cento specie arboree, con tigli, bagolari e platani fra le più comuni, anche se nessun esemplare qui è mai stato datato o misurato a parte. Dal 1895 due terzi del terreno ospitano i padiglioni internazionali della Biennale, il che ne fa insieme il giardino pubblico più antico della città e la sua sede d'arte contemporanea più conosciuta, con dei gatti che fra gli habitué si sono fatti una fama tutta loro.
Giardini della Biennale, Castello, 30122 Venezia
Gratuito, giardini pubblici; le aree espositive della Biennale richiedono un biglietto durante le stagioni della Biennale Arte e Architettura
5 minuti a piedi dalla fermata vaporetto Giardini (linee 1, 4.1, 4.2)
Fonti
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