Il mandarino come lo conosce oggi quasi tutto il mondo è stato descritto, in un senso concreto, a partire da un frutteto di Capodimonte. I giardinieri borbonici introdussero qui il frutto in via sperimentale nel 1816, decenni prima che diventasse un agrume invernale familiare in Europa, e nel 1840 Michele Tenore, direttore del Real Orto Botanico di Napoli, descrisse formalmente l'albero che cresceva qui con il nome scientifico Citrus deliciosa, ancora oggi in uso. L'agrumeto è diventato nel frattempo una collezione in produzione di oltre 50 specie, cultivar e ibridi di agrumi, restaurata dopo anni di chiusura e riaperta al pubblico con lo stesso carattere di frutteto funzionante che la corte borbonica voleva in origine: non un pezzo da museo ornamentale ma un giardino produttivo, raccolto e festeggiato con una festa degli agrumi che si tiene qui ogni febbraio. Il registro nazionale italiano degli alberi monumentali ha aggiunto l'agrumeto al proprio elenco ufficiale nel 2021, una delle poche voci riconosciute come impianto collettivo invece che come singolo esemplare datato, ed è la stessa cornice onesta usata qui.
Giardino Torre (Real Fruttiera), Real Bosco di Capodimonte, Via Miano 2, 80131 Napoli
Gratuito, Real Bosco di Capodimonte (Giardino Torre, verificare gli orari di apertura durante la fase di restauro)
Autobus C63/178 fino a Capodimonte, oppure 20 minuti a piedi in salita dalla metro Museo Nazionale
Fonti
Da dove vengono i dati di questa pagina.
- Nel registro ufficiale: Elenco degli alberi monumentali d'Italia (MASAF), no. 49/F839/NA/15
- ildenaro.it
- napolitoday.it