Nove alberi sono quel che resta degli undici che il cardinale Scipione Borghese piantò qui quattro secoli fa. Adone è il superstite più grande: un enorme platano orientale dal tronco cavo, all'ingresso di quella che oggi si chiama Valle dei Platani, messo a dimora ai primi del Seicento dal giardiniere del cardinale, Domenico Savini da Montepulciano. Con i suoi 425 anni circa, lui e i suoi fratelli sono descritti dai forestali italiani come l'unico nucleo urbano di platani orientali antichi rimasto in Occidente, e come gli alberi vivi più vecchi di Roma. Nel 2021 il giardino lo ha clonato, facendo crescere una piantina da una sola foglia spuntata sul tronco fragile. Il clone, piantato lì accanto come Adone Junior, è geneticamente identico a un albero di quattrocento anni pur avendone sei al momento dell'impianto. Era una polizza contro l'inevitabile: Adone è cavo e puntellato, e una quercia vicina della stessa epoca, soprannominata Quercia del Lupo per un nodo a forma di lupo sul tronco e già descritta in una memoria sui giardini della villa entro il 1650, è crollata in una tempesta nel 2018 dopo tre o cinquecento anni in piedi, le fonti non concordano. Adone continua a mettere foglie ogni primavera, nel parco di caccia che un cardinale costruì molto prima che a qualcuno venisse in mente di chiamarlo giardino pubblico.
Valle dei Platani, Villa Borghese, 00197 Roma
Gratuito, accesso libero, Villa Borghese
10 minuti a piedi dalla metro A Spagna, entrando da Via Pinciana
Fonti
Da dove vengono i dati di questa pagina.
- Nel registro ufficiale: Alberi monumentali del Lazio (Regione Lazio, elenco 2025), no. 23/H501/RM/12
- turismoroma.it
- romatoday.it
- phys.org
- ilregistrodeglialberi.it
- masaf.gov.it

