Questi due alberi furono piantati nel 1861, quando Padova era ancora austriaca. Cinque anni dopo il Veneto votò per entrare nel nuovo Regno d'Italia, e le sofore di Piazza Capitaniato hanno attraversato tutto quello che è venuto dopo, in una piazza che era già da sei secoli alla sua seconda vita. Nacque come cortile della reggia trecentesca dei Carraresi e oggi appartiene all'Università di Padova, con il Palazzo del Capitanio sul fronte, aperta su tutti i lati e liberamente accessibile a qualsiasi ora. Il registro conta due alberi. Un visitatore conta un solo impianto. Stanno a circa 20 metri l'uno dall'altro sull'asse della piazza: il più grande ha 4,6 metri di circonferenza ed è datato a quella campagna del 1861, il secondo non ha data nel registro ed è in condizioni migliori del vicino, ed è per questo che qui sono descritti come un'unica scheda. Le fonti di storia locale indicano lo stesso anno di impianto in modo indipendente, e i conti tornano. Lo Styphnolobium japonicum arrivò in Europa dalla Cina tramite i collezionisti gesuiti, nonostante il nome, e il suo asso nella manica è il tempismo: fiorisce ad agosto, quando quasi nient'altro in una piazza di città fa qualcosa, e per settimane lascia cadere piccoli fiori color crema sul selciato. Gli studenti di Padova ci passano in mezzo andando a lezione da prima che Padova fosse italiana.
Piazza Capitaniato, 35139 Padova
Gratuito, piazza pubblica aperta
Circa 1,1 km, 17 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria di Padova; fermata di autobus o tram più vicina non verificata
Fonti
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