Per anni i giardinieri del parco di Porta Venezia hanno chiamato metasequoia questo albero, sbagliando genere, finché qualcuno non è andato a controllare davvero. È un cipresso calvo, uno dei primi mai piantati a Milano, originario delle paludi del Sud degli Stati Uniti e di nessuna parte d'Italia, e una delle pochissime conifere al mondo che perde gli aghi per l'inverno, il tratto che alla specie è valso il nome inglese. Alto circa 35 metri, con un tronco di 6,2 metri di circonferenza, cresce sul bordo del laghetto artificiale dentro i Giardini Pubblici Indro Montanelli, il parco pubblico più antico di Milano, aperto nel 1784 su un terreno che un duca asburgico cedette perché fossero i detenuti a sistemarlo. Altri cipressi dividono con lui questo tratto d'acqua, ma è il più alto e il più largo di tutto il gruppo, ed è il motivo per cui lo scrittore e studioso di foreste Tiziano Fratus lo ha soprannominato Il Sacerdote: d'inverno i rami spogli si aprono come una veste. Le radici, come quelle di ogni cipresso calvo in terreno bagnato, spingono fuori dal pelo dell'acqua ginocchia legnose per respirare, e i visitatori le scambiano spesso per ceppi. Con i suoi 156 anni circa precede il rifacimento ottocentesco all'inglese del parco, ed è sopravvissuto allo zoo che occupava questi stessi prati, smantellato nel 1992.
Giardini Pubblici Indro Montanelli, Corso Venezia 55, 20121 Milano
Gratuito, parco pubblico (orari variabili secondo la stagione)
5 minuti a piedi da Porta Venezia (M1)
Fonti
Da dove vengono i dati di questa pagina.
- Nel registro ufficiale: Elenco degli alberi monumentali d'Italia (MASAF), no. 13/F205/MI/03
- ilregistrodeglialberi.it
- josway.it

