Sette dei nove alberi monumentali di Como stanno lungo una sola strada sul lago, una delle passeggiate più semplici del sito. Via Borgovico va da Villa Olmo a Villa Geno passando per Villa del Grumello, un tratto che il Comune segnala come Chilometro della Conoscenza. Uno ha vinto nel 2024 il voto per l'albero dell'anno della Lombardia, e tre stanno nel parco di Villa del Grumello, gratuito la domenica e in alcuni giorni feriali. Gli altri due sono a parte: un platano in Piazzale Camerlata e un ippocastano accanto alla chiesa di Quarcino, sulle colline sopra il lago.
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Cedro del Libano (Cedrus libani) · 190-220 anni · Villa Olmo, lakefront (Via Borgovico)
Nel 2024 la Lombardia ha chiesto al pubblico di votare il suo albero dell'anno, e ha vinto questo cedro. Il Comune di Como ha annunciato il risultato a novembre, e non ha citato le misure ma il luogo, la storia e il numero di persone che a questo albero legano un ricordo. Le misure meritano comunque. Il tronco gira per circa otto metri, il più grosso dell'elenco dei monumentali di Como, e l'albero è alto venticinque metri, con diverse branche pesanti che si dividono basse, vicino alla base, invece di salire in un unico fusto. Tre registri ne fissano l'età intorno ai duecento anni e vanno molto d'accordo: l'elenco nazionale degli alberi monumentali, il registro italiano degli alberi RAMI con circa 197 anni e un censimento provinciale con circa 200. Non è stato un decennio facile. Le tempeste gli hanno spezzato rami importanti nel 2016 e di nuovo l'anno dopo. Nell'estate del 2026 sta dentro un anello di pali di protezione, con una fascia intorno alla corteccia: è quello che una città fa per un albero che ha deciso di tenersi. Il parco dietro Villa Olmo è il principale spazio verde pubblico di Como, cinque ettari e circa 780 alberi, gratuito e aperto tutti i giorni. Generazioni di bambini comaschi hanno giocato alla sua ombra, e da qui parte la passeggiata sul lago verso nord, fino a Villa del Grumello e Villa Geno.
Foto: Daniela Manili Pessina (CC BY-SA 4.0)

Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara) · Villa Geno, lakefront promenade
Il registro italiano degli alberi lo chiama Il Maggiore, perché sono due e qualcuno doveva pur stabilire una gerarchia. Una coppia di cedri dell'Himalaya chiude il fondo di Viale Geno, la passeggiata sul lago dove Como cammina la sera, e l'ufficio turistico della Lombardia ne indica le circonferenze in 5,80 e 4,30 metri. L'elenco nazionale dei monumentali registra questo albero a 5,60, abbastanza per farne il più grande dei due. Stanno sopra una radura accanto a una fontana sul lago che spinge il suo getto a oltre quaranta metri d'altezza, il che vuol dire che quasi tutti arrivano davanti a questi cedri guardando dall'altra parte. Villa Geno nasce come tenuta settecentesca. La famiglia Cornaggia la acquistò nel 1850 e fece ricostruire la casa dall'architetto James Tazzini, e nel 1911 l'intera proprietà, villa, parco e passeggiata d'accesso, passò alla città di Como. I cedri hanno quindi trascorso gran parte della loro vita in mano pubblica, a fare ombra a una passeggiata gratuita a ogni ora e a circa un quarto d'ora a piedi dalla stazione. Il cedro dell'Himalaya piega verso il basso la punta di ogni ramo, e a queste dimensioni sembra un albero enorme a capo chino; quella forma la mantiene tutto l'anno. Per nessuno dei due è mai stata pubblicata un'età.
Foto: Mipiacecamminare (CC BY-SA 4.0)
Platano americano (Platanus occidentalis) · Villa Geno, lakefront promenade
Con i suoi trentatré metri è l'albero più alto della passeggiata sul lago di Como, e l'unico americano. Platanus occidentalis è il platano degli Stati Uniti orientali, una specie che in Europa si coltiva soprattutto come uno dei due genitori dell'ibrido platano comune, non per sé stessa, e un esemplare adulto in un parco italiano è insolito. Il tronco misura cinque metri e mezzo di circonferenza. Il dato viene dall'elenco nazionale degli alberi monumentali e coincide a pochi centimetri con un censimento degli alberi della provincia curato da A Scuola dagli Alberi. Sono gli unici due documenti che abbiamo trovato su questo albero, quindi i numeri sono ben confermati e la biografia manca: nessuno ha pubblicato un'età, una data d'impianto o il nome di chi lo ha messo qui. Sta a poche decine di metri dai due cedri dell'Himalaya e dal ginkgo, nella stessa radura in fondo a Viale Geno, dove la passeggiata finisce sull'acqua. Se non siete sicuri di quale albero avete davanti, guardate la corteccia. Il platano americano la perde a placche e lascia il tronco chiazzato di crema e verde oliva, più chiaro e più squamato dei platani nelle piazze alle vostre spalle. Gratuito, aperto, a un quarto d'ora a piedi dalla stazione.
Colori d'autunnoCollezionato Ginkgo (Ginkgo biloba) · 90-120 anni · Villa Geno, lakefront promenade
Questo ginkgo è maschio, e in questa specie è una scelta, non un caso. Gli alberi femmina lasciano cadere un seme carnoso che puzza come se qualcosa fosse morto nell'aiuola, perciò i parchi che vogliono il colore d'autunno senza le lamentele piantano maschi, e i vivai li propagano per talea da più di un secolo. Il motivo per venire è il colore. Le foglie del ginkgo restano verdi a lungo, poi virano tutte insieme a un giallo burro uniforme su tutta la chioma, qui di solito a novembre, e cadono nel giro di un giorno o due. Venti metri di quel giallo sopra una radura sul lago valgono la camminata fino in fondo a Viale Geno. Secondo il censimento provinciale che lo ha registrato l'albero ha circa cento anni, il che colloca l'impianto nei primi decenni della villa come proprietà pubblica. Como ha preso Villa Geno, il parco e la passeggiata nel 1911. Sulla circonferenza le fonti non coincidono del tutto: l'elenco nazionale dei monumentali indica 312 centimetri, il censimento provinciale circa tre metri tondi, vicini ma non la stessa misura, e lo segnaliamo invece di sceglierne uno. La specie è in circolazione da abbastanza tempo da non farci caso. Ginkgo biloba è l'ultimo superstite di un ordine di piante più antico degli stessi alberi da fiore.
Cedro del Libano (Cedrus libani) · ~160 anni · Villa del Grumello, lakefront (between Villa Olmo and Villa Geno)
Sei metri di tronco, proprio davanti alla casa, in un parco che coltiva una collezione botanica dedicata a Plinio il Vecchio, il naturalista romano che Como rivendica come suo. Il cedro è arrivato molto dopo Plinio. Il registro italiano degli alberi gli attribuisce circa 156 anni, cioè una messa a dimora intorno al 1870, e la circonferenza di 595 centimetri dell'elenco nazionale coincide quasi esattamente con i sei metri approssimativi del censimento provinciale. Entrambi lo considerano di importanza nazionale. Il cedro del Libano cresce soprattutto in larghezza. Un albero di questa età è giovane per gli standard della specie, e ciò che ha già costruito è la chioma piatta a palchi che rende un cedro riconoscibile da un capo all'altro di un parco, uno strato sopra l'altro, ciascuno quasi orizzontale. I quattro ettari del parco contengono ben più di quest'albero: pini, sequoie e una canfora inclinata di un angolo che sembra provvisorio e non lo è. La villa si affaccia sul lago tra Villa Olmo e Villa Geno e forma il tratto centrale del Chilometro della Conoscenza, il percorso pedonale che collega le tre ville. Una cosa da mettere in conto. Il parco del Grumello non segue i normali orari di un parco. L'ingresso è libero, apre la domenica e nei giorni feriali, chiude nel tardo pomeriggio e non al tramonto, e il sabato non apre affatto.
Colori d'autunnoCollezionato Ginkgo (Ginkgo biloba) · ~150 anni · Villa del Grumello
Questo ginkgo e il cedro a pochi passi sono stati quasi certamente piantati dalla stessa persona nello stesso decennio. Il registro italiano degli alberi dà al ginkgo circa 146 anni e al cedro circa 156, che per età stimate e non contate è la stessa risposta data due volte. Negli anni Settanta dell'Ottocento qualcuno stava sistemando il parco del Grumello e comprava le piante di moda. Il ginkgo era esattamente questo. L'Europa lo conosceva solo dagli anni Trenta del Settecento, quando i semi arrivarono ai collezionisti olandesi dai giardini dei templi giapponesi, e a metà Ottocento nessun giardino di villa che si rispettasse ne era privo. Questo fu piantato accanto alle serre, dove la tenuta teneva le piante che avevano bisogno di aiuto per superare l'inverno. Il ginkgo non ne aveva bisogno. È tra gli alberi più resistenti in coltivazione, ed è così che una specie rimasta milioni di anni nella documentazione fossile è finita in un parco europeo su due. Oggi il tronco misura circa quattro metri di circonferenza: 390 centimetri nell'elenco nazionale, circa quattro metri nel censimento provinciale. A novembre tutta la chioma diventa d'oro e poi cade, spesso nel giro di un paio di giorni. Il punto debole è l'accesso. Il parco è gratuito ma apre solo la domenica e nei giorni feriali, con un orario fisso che finisce nel tardo pomeriggio, e mai di sabato.
Magnolia (Magnolia grandiflora) · Villa del Grumello
Il sito della villa elenca le magnolie tra gli alberi secolari del suo parco, e su questa nessuno è stato più preciso di così. L'elenco nazionale degli alberi monumentali registra un tronco di 330 centimetri, e il registro italiano degli alberi la conosce come Magnolia di Villa Grumello. Nessuno dei due pubblica un'età, e non esiste una misura indipendente con cui verificare la circonferenza, quindi questa scheda poggia su basi più sottili rispetto al cedro e al ginkgo dello stesso parco. È nel registro, si trova dove il registro dice, e oltre questo la risposta onesta è che nessuno ne ha mai scritto. Resta la pianta, che non ha bisogno di biografia. Magnolia grandiflora arrivò dal sud-est degli Stati Uniti nel Settecento e divenne l'albero di prestigio dei giardini delle ville europee: sempreverde, lucida, scura, e tra maggio e giugno coperta di fiori bianchi profumatissimi larghi fino a trenta centimetri, visibili dall'altro capo del prato. Tiene le foglie per tutto l'inverno, quindi a gennaio ha più o meno lo stesso aspetto di agosto, una compagnia insolita per i giganti a foglia caduca che la circondano. L'ingresso è libero, in un parco che apre la domenica e nei giorni feriali con orario fisso e resta chiuso il sabato.

Platano comune (Platanus x acerifolia) · Camerlata
Piazzale Camerlata è il punto in cui converge il traffico di Como, e in mezzo c'è un platano con un tronco di quattro metri e trenta di circonferenza. Due registri concordano su questa cifra quasi al centimetro: l'elenco nazionale dei monumentali indica 430 centimetri, il registro italiano degli alberi 4,30 metri. Divergono solo sul nome latino, uno lo chiama Platanus x acerifolia e l'altro Platanus hispanica, due nomi per lo stesso ibrido e non due alberi diversi. Nessuno dei due pubblica un'età. Una ricerca nella stampa locale ha restituito parecchio sulla piazza e nulla sull'albero, quindi quanta storia dell'incrocio abbia davvero attraversato non lo sa nessuno. Di storia la piazza ne ha tanta. Camerlata era un crocevia commerciale sull'antica Via Regina già nel Quattrocento, prese la forma attuale nel 1879 e oggi ruota attorno a una fontana monumentale di Cesare Cattaneo e Mario Radice. Il registro italiano ha rilevato il platano nel settembre 2025 e ne ha giudicato buone le condizioni, l'indizio più recente che stia prosperando e non soltanto resistendo. È una tappa separata rispetto alle ville sul lago, circa 2,9 chilometri più a sud, venti minuti a piedi dalla stazione di Como San Giovanni o un breve tragitto in autobus. Gratuito, a ogni ora, come è gratuita una piazza pubblica.
Foto: FrangeCe (CC BY-SA 4.0)
Ippocastano (Aesculus hippocastanum) · 125-250 anni · Quarcino
La chiesa accanto ha mille anni, e l'albero non può averli, perché allora la specie non era ancora arrivata. L'ippocastano viene dalle montagne dei Balcani e si è diffuso nei giardini dell'Europa occidentale solo dal Cinquecento, quindi ogni esemplare in Italia è stato piantato da qualcuno in una data scelta da qualcuno. Di questo, nessuno ha preso nota. L'elenco nazionale dei monumentali indica un tronco di 335 centimetri e nessuna età, e il registro italiano degli alberi aggiunge un giudizio di buona salute, e nemmeno lui un'età. Quello che l'albero ha, invece, è una posizione fissata con insolita precisione. Nel settembre 2018 un fotografo lo ha candidato a Wiki Loves Monuments, archiviato tra gli alberi secolari di Como, e le coordinate di quell'immagine cadono a un metro o poco più dal punto del registro, una prova di posizione migliore di quella che hanno quasi tutti gli alberi senza data. La chiesa è quella dei Santi Filippo e Giacomo, romanica, del X secolo nella sua fase più antica e ricostruita due volte da allora, nel quartiere collinare di Quarcino, detto anche Sagnino, quattro chilometri sopra il lago. Gli abitanti l'hanno proposta per i Luoghi del Cuore del FAI, l'elenco pubblico dei luoghi a cui la gente tiene, che descrive bene ciò che c'è: una piccola chiesa parrocchiale, un grande albero accanto, nessuna folla. Nessuna fonte riporta orari per il sagrato. A maggio tutta la chioma si accende di candele bianche.