Da oltre 180 anni questo bagolaro sta in quella che oggi è Piazza Hortis, e per quasi tutto quel tempo nessuno ha pensato a cosa si facesse alle sue radici. Nel 2025 il Comune lo ha recintato: per generazioni i pedoni avevano attraversato la piazza senza sapere di camminare sopra quasi due secoli di apparato radicale, compattando il terreno attraverso cui l'albero respira. Il Comune ha speso circa 17.000 euro per la recinzione e per una nuova sistemazione drenante alla base, parte di un programma più ampio che altrove in città ha già liberato altri alberi monumentali dal selciato che li soffocava. Trieste ha individuato 48 alberi monumentali entro i suoi confini, la concentrazione più alta fra le città italiane secondo il Comune, e questo bagolaro è uno di loro. Nel settembre 2024 ha ricevuto un TreeTag, una piccola targhetta identificativa applicata nell'ambito di una campagna europea di scienza partecipata che misura lo stato di un albero e ne registra i dati perché i ricercatori possano seguirli nel tempo. Celtis australis è originario di tutto il Mediterraneo ed è famoso per la sua tenacia: il suo legno serviva per assi di carri e vomeri perché non si spacca nemmeno da fresco. Questo esemplare è sopravvissuto due volte al nome stesso della piazza, e piazza, biblioteca e via che lo circondano portano tutte il nome di Attilio Hortis, lo storico e bibliotecario triestino morto un secolo fa.
Piazza Attilio Hortis, 34123 Trieste
Gratuito, sulla piazza pubblica aperta, senza cancelli né orari
Circa 10 minuti a piedi verso sud-ovest da Piazza Unità d'Italia
Fonti
Da dove vengono i dati di questa pagina.
- Nel registro ufficiale: Elenco degli alberi monumentali d'Italia (MASAF), no. 41/L424/TS/06
- masaf.gov.it
- ilpiccolo.it
- il-meridiano.it