Il cedro dell'Himalaya dell'Istituto di Studi Germanici
RomaMonteverde / Trastevere
Due registri ufficiali non concordano su questo tronco per quasi due metri. L'elenco nazionale lo dà a cinque metri di circonferenza; l'elenco regionale del Lazio, che è poi la fonte da cui quello nazionale ricava le voci romane, dice 3,3. Descrivono lo stesso deodara accanto alla palazzina principale della villa, e nessuno dei due gli ha mai messo una data. Quello che l'elenco regionale dice, invece, è insolito: dei 65 alberi monumentali del comune di Roma questo è uno dei soli tre designati anche per architettura vegetale, il termine con cui il rilevatore indica un albero la cui forma è essa stessa l'opera costruita. Non l'età. Non la circonferenza. La forma. Cedrus deodara cresce spontaneo fra i 1.500 e i 3.000 metri dell'Himalaya occidentale, dove il nome sanscrito significa legno degli dei e dove il suo legname ha costruito templi. Questo è arrivato qui per le abitudini di acquisto di un americano ricco. George Washington Wurts comprò la collina nel 1902 e passò 26 anni a riempirla di piante prese ovunque gli capitasse di interessarsi, fra cui il ginkgo che sta 130 metri più a valle. La casa dietro il cedro è diventata Istituto Italiano di Studi Germanici nel 1931, tre anni dopo la morte di Wurts, e da allora l'albero è proprietà di un'istituzione.
Villa Sciarra, Istituto Italiano di Studi Germanici, Via Calandrelli 25, 00153 Roma
Gratuito, accesso libero, parco pubblico di Villa Sciarra
15 minuti a piedi da Trastevere, oppure autobus per Via Dandolo / Via Calandrelli
Fonti
Da dove vengono i dati di questa pagina.
- Nel registro ufficiale: Elenco degli alberi monumentali d'Italia (MASAF), no. 10/H501/RM/12
- regione.lazio.it
- comune.roma.it
- abitarearoma.it
