Metà dell'albero più famoso di Palermo sta morendo. Un'infezione fungina si è diffusa in circa metà della pianta dal 2016, seccando radici aeree e facendo cadere rami nel 2016, nel 2020 e nel 2024, e il Comune sta ancora capendo se sia salvabile. Niente di tutto questo cancella quello che c'è già: un Ficus macrophylla piantato attorno al 1863 o 1864 in un giardino disegnato sul luogo delle esecuzioni dell'Inquisizione, 188 persone bruciate o garrotate nella stessa piazza nell'arco di due secoli. Il sindaco che lo fece piantare, il marchese di Rudinì, segnava la fine del dominio borbonico dopo l'arrivo di Garibaldi, e l'albero si è guadagnato più tardi un secondo titolo civile, Albero dei 150 anni dell'Unità d'Italia, nel 2011. Il suo apparato di tronchi si è allargato in un intrico di tronchi secondari e radici aeree così fitto che le fonti non concordano sulla misura reale: alcune parlano di 20 metri di circonferenza, altre di 36, a seconda che si misuri il tronco originario o l'intera massa colonnata che è diventato. Proprio quella confusione è il punto: un ficus di queste dimensioni smette di essere un tronco e diventa un piccolo bosco che condivide un solo apparato radicale. Gli arboricoltori di Palermo fanno oggi quello che fa qualsiasi città con un monumento che invecchia, puntellare, monitorare e sperare che il fungo si arrenda prima dell'albero.
Piazza Marina (Giardino Garibaldi), 90133 Palermo
Gratuito, piazza pubblica (Piazza Marina / Giardino Garibaldi)
15 minuti a piedi dalla stazione di Palermo Centrale, vicino al porto storico
Fonti
Da dove vengono i dati di questa pagina.
- Nel registro ufficiale: Elenco degli alberi monumentali d'Italia (MASAF), Sicilia, no. 03/G273/PA/19
- it.wikipedia.org
- ilpost.it
- masaf.gov.it
