Il Noce del Caucaso dei Giardini Montanelli
MilanoPorta Venezia
Posizione approssimativa.
Milano ha tre noci del Caucaso per cui vale la pena attraversare la città, e questo è il più largo: 5,5 metri di circonferenza, contro i 4,7 dell'orto botanico di Brera e i 4,35 dell'esemplare più noto, quello inclinato sul laghetto del Parco Sempione. Gli agronomi del Comune accostano questo albero a quello di Sempione come i due più vecchi della loro specie in città, che è la cosa più vicina a una data che qualcuno abbia messo su entrambi. È un albero tozzo, largo e basso più che alto, venti metri al massimo, perché Pterocarya fraxinifolia spende la crescita in larghezza e in polloni: lasciata stare, butta fuori nuovi getti dalla base finché un albero solo si legge come un boschetto. Le foglie composte simili a quelle del frassino, lunghe a volte 60 centimetri, virano al giallo burro a fine ottobre. La specie arrivò nei giardini europei dal Caucaso e dall'Iran settentrionale nei primi anni Ottanta del Settecento, riportata da un botanico francese che l'aveva trovata nelle foreste umide a sud del Caspio, e Milano la piantò nei parchi per lo stesso motivo per cui piantò il cipresso calvo: attorno all'acqua ornamentale servivano alberi che non facessero i difficili con i piedi bagnati. Percorrendo il bordo occidentale dei giardini verso Via Manin è quello largo e a più fusti che nessuno fotografa.
Giardini Pubblici Indro Montanelli, Corso Venezia 55, 20121 Milano
Gratuito, parco pubblico (orari variabili secondo la stagione)
5 minuti a piedi da Turati (M3) o Palestro (M1)
Fonti
Da dove vengono i dati di questa pagina.
- Nel registro ufficiale: Elenco degli alberi monumentali d'Italia (MASAF), no. 02/F205/MI/03
- masaf.gov.it
- comune.milano.it
