Un cipresso sta esattamente sopra la tomba di granito di Giosue Carducci, alla Certosa di Bologna, ed è uno degli alberi più alti e più riconoscibili di un campo altrimenti dominato da monumenti funebri bassi: lo chiamano semplicemente il cipresso del poeta. Carducci, primo italiano a vincere il Nobel per la Letteratura nel 1906, è sepolto in una sezione della Certosa riservata alla sua memoria, con il cognome inciso su un solo blocco di pietra e nessun altro ornamento, un'austerità voluta che il cipresso alle spalle rende molto più teatrale di quanto riuscirebbe al monumento da solo. La Certosa, cimitero in funzione dal 1801 sul sito di un monastero certosino del Trecento, è considerata uno dei grandi musei all'aperto di scultura funeraria d'Europa, una trentina di ettari con circa 6.000 opere di interesse storico e artistico, e i cipressi corrono per tutte le sue parti più antiche, compreso un doppio filare che porta all'ingresso originale del monastero. Questo albero si guadagna un nome proprio perché sta sopra l'unica tomba di tutto il complesso che attira lettori invece che storici dell'arte.
Certosa di Bologna, Via della Certosa 18, 40133 Bologna
Gratuito, cimitero pubblico
Autobus fino alla Certosa, oppure 20 minuti a piedi da Porta Saragozza
Fonti
Da dove vengono i dati di questa pagina.

