L'uomo che piantò questo albero fu fucilato in Messico undici anni dopo. L'arciduca Massimiliano d'Asburgo cominciò il parco di Miramare nella primavera del 1856, su un promontorio calcareo quasi privo di terra, e lo trattò come un esperimento: voleva scoprire quali specie straniere avrebbero tenuto sulla roccia nuda dell'Adriatico. La terra arrivò sui carri. In dieci anni il giardino aveva cedri del Libano, del Nordafrica e dell'Himalaya, abeti dalla Spagna, cipressi dalla California e dal Messico, e questa sequoia della fascia delle nebbie della California settentrionale. Massimiliano continuò a ordinare piante anche dopo essere salpato per il Messico, dove lo aspettava la corona imperiale, e non tornò mai più. La sequoia attecchì. Oggi misura 4,25 metri di circonferenza e trenta di altezza: è la più grande delle due sequoie del parco e uno dei dodici alberi tutelati che stanno a meno di trecento metri l'uno dall'altro. Appoggiateci una mano. La corteccia è morbida, asciutta e fibrosa, non dura, e sugli esemplari vecchi arriva a trenta centimetri di spessore: è ciò che permette a una sequoia di uscire viva da un incendio che uccide tutto il resto. Per gli standard della sua specie, che a casa propria supera i 115 metri, questa è ancora una bambina.
Parco del Castello di Miramare, Viale Miramare, 34151 Trieste
Gratuito, il parco è aperto tutti i giorni. Si paga solo l'ingresso al castello
Bus 6 da Piazza Oberdan a Grignano, circa 25 min, poi una breve passeggiata nel parco
Fonti
Da dove vengono i dati di questa pagina.
- Nel registro ufficiale: Elenco degli alberi monumentali d'Italia (MASAF), no. 11/L424/TS/06
- masaf.gov.it
- decreti.regione.fvg.it
- cultura.gov.it
- it.wikipedia.org