Questo ficus è il muro dei messaggi di Palermo da oltre trent'anni. Il 23 maggio 1992 un'autobomba della mafia uccise il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti di scorta sull'autostrada che entra in città. Nel giro di pochi giorni degli sconosciuti cominciarono ad attaccare messaggi, fotografie e poesie al tronco del Ficus macrophylla davanti al suo palazzo, e non hanno più davvero smesso. I palermitani lo chiamano l'Albero della Speranza. L'edificio è un condominio anonimo degli anni Sessanta in una strada residenziale, e questo fa parte di quanto sia completa la trasformazione dell'albero: senza di lui nessuno guarderebbe due volte Via Notarbartolo. Il Comune lo ha poi vincolato come bene culturale, e nel 2023 una mozione del consiglio di circoscrizione ha proposto un'aiuola pensata apposta per stabilizzarne le radici, dopo che gli arboricoltori avevano segnalato un rischio strutturale; da allora i lavori sono proseguiti con potature e monitoraggio. Ogni 23 maggio la carta e i messaggi che lo rivestono vengono rinnovati per l'anniversario. L'albero in sé ha circa novant'anni, piantato decenni prima che qualcuno potesse immaginare che cosa avrebbe finito per custodire, il che lo rende più vecchio di circa mezzo secolo rispetto alla strage per cui oggi sta.
Via Notarbartolo 23, 90141 Palermo
Gratuito, albero di strada, visibile dal marciapiede pubblico a qualsiasi ora
15 minuti a piedi da Piazza Politeama, nel quartiere Libertà
Fonti
Da dove vengono i dati di questa pagina.
- Nel registro ufficiale: Elenco degli alberi monumentali d'Italia (MASAF), Sicilia, no. 01/G273/PA/19
- palermo.gds.it
- comune.palermo.it
- masaf.gov.it

