Un pino d'Aleppo tiene le pigne sigillate sul ramo per anni e le apre con il calore, così il fuoco che uccide l'albero semina la generazione successiva. È una strategia costruita per una costa calda, secca e soggetta agli incendi, ed è il motivo per cui il Pinus halepensis copre tanta parte del Mediterraneo occidentale mentre compare a malapena nella città siriana da cui prende il nome. A Firenze è un albero piantato e non spontaneo. Questo sta su Viale Galileo, parte dell'anello di viali di collina che Giuseppe Poggi aprì negli anni Sessanta dell'Ottocento, quando Firenze era per poco capitale d'Italia e si rifaceva per l'occasione. Il suo tronco misura 323 centimetri e arriva a 22,5 metri, il più esile degli alberi tutelati di questo tratto, anche se è anche quello davanti a cui si passa che lo si voglia o no: sta più o meno a metà strada fra il Bobolino e il Piazzale Michelangelo. Le prove dietro di lui sono poche e vale la pena dirlo. Lo censisce solo il registro nazionale degli alberi monumentali, con il Comune che ne ristampa la voce, quindi c'è una fonte sola e nessuna età. Per distinguerlo dai pini domestici della stessa passeggiata, guardate la corteccia in alto, dove un pino d'Aleppo diventa grigio pallido con l'arancione che affiora nelle fessure, e gli aghi, che sono più fini e di un verde più chiaro.
Via Giramondino / Viale Galileo, 50125 Firenze
Gratuito, si trova accanto alla strada pubblica Viale Galileo
Su Viale Galileo, il tratto di collegamento del Viale dei Colli fra il gruppo del Bobolino e il Piazzale Michelangelo
Fonti
Da dove vengono i dati di questa pagina.
- Nel registro ufficiale: Albero monumentale d'Italia (MASAF), no. 17/D612/FI/09
- MASAF national monumental tree register, 17/D612/FI/09
- ilregistrodeglialberi.it
- ambiente.comune.fi.it
