La canfora di San Michele in Bosco
BolognaSan Michele in Bosco
Posizione approssimativa.
Il giardino attorno all'ospedale Rizzoli si divide in due caratteri distinti, e questa canfora cresce nel più mite dei due: la parte occidentale, che mescola vecchie querce, lecci, cipressi, tigli e ippocastani in qualcosa di più simile a un bosco informale che a un giardino disegnato, all'opposto della fitta pineta di cedri e pini neri che copre il versante orientale. Cinnamomum camphora viene dall'Asia orientale ed è arrivata nei giardini istituzionali italiani con la stessa ondata ottocentesca di acclimatazione che riempì Napoli, Roma e altre città di sempreverdi importati appena diventati di moda, apprezzata per l'olio di canfora che si ricava dal legno e dalle foglie e per una chioma densa e lucida che tiene il colore per tutto l'inverno bolognese. La data esatta di impianto non è registrata, confusa nella sistemazione generale che i fondatori dell'ospedale realizzarono intorno al 1896 e non documentata albero per albero, ma condivide la stessa storia collinare del cedro dell'Himalaya di San Michele in Bosco: terreno di monastero, per poco reale, oggi sanitario, con gli alberi come unica costante attraverso ogni cambio d'uso.
Parco di San Michele in Bosco, Via Giulio Cesare Pupilli 1, 40136 Bologna
Gratuito, parco dell'ospedale (verificare gli orari di visita)
10 minuti a piedi in salita da Porta San Mamolo
Fonti
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