Tutti e sette gli alberi più antichi di Sorrento si trovano a una fermata di treno, a Piano di Sorrento. Due condividono Villa Fondi De Sangro, il giardino di un principe del 1875, oggi parco pubblico gratuito: un grande leccio e un pino domestico che il WWF ha salvato dalla potatura nel 2014. Tre cipressi vegliano su ogni sepoltura del cimitero comunale dal 1876, e un platano segna l'ultima curva della salita. Più in alto nella valle, un rovere di oltre tre metri di circonferenza cresce su una sponda di argilla. Tutti gratuiti, tutti raggiungibili a piedi.
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Il Leccio di Villa Fondi
Leccio (Quercus ilex) · circa 150 anni · Piano di Sorrento (adjoining Sorrento, on the peninsula)
Tre metri e diciotto centimetri di circonferenza, e si ferma a undici metri di altezza. Questo leccio ha passato la vita a espandersi piuttosto che a crescere in alto, su una terrazza sopra Piano di Sorrento con il Golfo di Napoli davanti e il Vesuvio dall'altra parte dell'acqua.
Il terreno apparteneva a Giovanni Andrea De Sangro, Principe di Fondi, che costruì la villa nel 1840. Il giardino attorno fu disegnato nel 1875. Il registro nazionale italiano degli alberi monumentali e la scheda della Regione Campania per questo leccio concordano sulle misure al centimetro e ne stimano l'età a circa 150 anni, il che lo renderebbe una piantumazione di quel primo giardino o di poco dopo. Nessuno ha contato gli anelli, quindi la data resta un'approssimazione, esattamente come la lascia il registro.
La villa passò al comune, fu restaurata negli anni Novanta e oggi ospita il museo archeologico Georges Vallet, così il leccio fa compagnia ai reperti romani scavati sulla penisola. Il parco è libero da percorrere.
Una cosa da sapere: i due rilievi ufficiali collocano questo albero a circa 60 metri di distanza l'uno dall'altro, entrambi dentro lo stesso piccolo parco, quindi il puntatore porta sulla terrazza e non esattamente al tronco. È una breve occhiata in giro.
L'albero si trova a Piano di Sorrento, non a Sorrento stessa: una fermata della Circumvesuviana da Sorrento, poi dieci minuti a piedi.
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Il Pino Domestico di Villa Fondi
Pino domestico (Pinus pinea) · circa 150 anni · Piano di Sorrento (adjoining Sorrento, on the peninsula)
Nel 2014 il WWF ha definito i pini di Villa Fondi gli ultimi del loro genere rimasti nell'area edificata sul pendio tufaceo di Piano di Sorrento, e si è opposto a un progetto di potatura drastica. La Soprintendenza ha confermato che la villa e gli alberi del suo parco erano protetti. La potatura non è avvenuta.
Questo è il più grande di loro. Misura 4,18 metri di circonferenza e venti metri di altezza, con la chioma ampia e appiattita che i pini domestici sviluppano quando hanno spazio. Il registro nazionale e la scheda della Regione Campania riportano le stesse misure identiche e stimano l'albero a circa 150 anni, presumibilmente una piantumazione del giardino disegnato nel 1875 attorno alla villa della famiglia De Sangro del 1840.
La sua salute è stata argomento locale. Una descrizione del giardino del 2020 menziona un grande pino sul lato occidentale rivolto al mare, stimato a circa 200 anni, attaccato dagli scolitidi e salvato con la dendrochirurgia. Non è chiaro se quel resoconto riguardi esattamente questo pino: indica una specie di pino diversa da quella del registro, e il giardino potrebbe ospitare più di un esemplare antico. Nulla nei documenti dice che l'albero registrato non ci sia più.
Si trova nello stesso parco pubblico gratuito del leccio, accanto al museo archeologico Georges Vallet, a Piano di Sorrento. Da Sorrento è una fermata della Circumvesuviana e dieci minuti a piedi.
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Il Cipresso del Cimitero di Piano di Sorrento
Cipresso comune (Cupressus sempervirens) · oltre 130 anni · Piano di Sorrento (adjoining Sorrento, on the peninsula)
Il cimitero aprì nel 1876, e secondo quanto riporta il registro questo cipresso fu piantato lo stesso anno. Ha vegliato su ogni sepoltura che il luogo abbia mai avuto.
Quella datazione viene da testimonianza locale e non da un documento, cosa che la scheda della Regione Campania dichiara apertamente; definisce l'albero over 130 anni al suo ultimo aggiornamento, il che lo porta vicino ai 150 oggi. Misurato piuttosto che ricordato: 2,66 metri di circonferenza e dieci metri di altezza, cifre che il registro nazionale e la scheda regionale riportano identiche.
A questa circonferenza un cipresso italico si legge come una colonna piuttosto che come la sottile guglia scura in cui la specie viene di solito piantata. Altri due cipressi in questo stesso cimitero sono sul registro nazionale, a 2,70 e 3,25 metri di circonferenza, quindi il tronco più grosso che si vede qui non è questo. Meglio seguire le coordinate: i due rilievi ufficiali per questo albero distano tra loro circa 90 metri all'interno del cimitero.
Il cimitero comunale di Piano di Sorrento è un luogo pubblico gratuito e ordinario, aperto durante le ore diurne fissate dal comune, che variano con la stagione. È un cimitero attivo, quindi vale la consueta discrezione.
La passeggiata è a Piano di Sorrento e non a Sorrento: una fermata della Circumvesuviana da Sorrento, poi circa quindici minuti in salita su Via Gennaro Maresca.
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Il Platano di Via Maresca
Platano comune (Platanus x acerifolia) · circa 100 anni · Piano di Sorrento (adjoining Sorrento, on the peninsula)
Il registro elenca questo platano come punto di riferimento più che come esemplare: serve a capire di essere arrivati alla penultima curva della salita verso il cimitero. Un secolo di ombra su una strada in pendenza guadagna a un albero quel ruolo.
La testimonianza locale raccolta dalla Regione Campania colloca la piantumazione attorno al 1920, quindi circa 105 anni, e nessuno ne ha un documento a prova. Misurato piuttosto che ricordato: 2,95 metri di circonferenza e dieci metri di altezza, identici nel registro nazionale e nella scheda regionale, le cui coordinate cadono a meno di cinque metri l'una dall'altra. Questo non sarà difficile da trovare.
Un secondo platano gli sta a fianco con un tronco più sottile, e l'albero registrato è il più imponente dei due. All'ultimo rilievo del 2020 la sua chioma non presentava monconi secchi, il che per un albero che lavora su un ciglio stradale caldo della penisola sorrentina è un referto migliore di quanto sembri.
Via Gennaro Maresca è una strada pubblica di Piano di Sorrento, il comune confinante con Sorrento e non Sorrento stessa: una fermata della Circumvesuviana da Sorrento, poi circa dodici minuti a piedi in salita. Continuando per pochi minuti si arriva al cipresso del cimitero, il che rende i due un'unica breve salita piuttosto che due tappe separate.
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Il Secondo Cipresso del Cimitero di Piano di Sorrento
Cipresso comune (Cupressus sempervirens) · oltre 130 anni · Piano di Sorrento (adjoining Sorrento, on the peninsula)
L'altro cipresso del cimitero di Sorrento misura 2,66 metri di circonferenza. Questo è più grosso: 3,25 metri, il tronco più largo che il registro nazionale elenchi nel Cimitero Comunale di Piano di Sorrento, registrato come Cipresso n. 2 insieme ad altri due fratelli.
La datazione è la stessa testimonianza locale che riguarda tutti e tre: i racconti orali collocano la piantumazione nel 1876, l'anno in cui il cimitero stesso aprì, cosa che la scheda della Regione Campania ripete definendo l'albero over 130 anni al suo ultimo aggiornamento, più vicino ai 150 oggi. Nessun documento conferma l'anno, solo la memoria trasmessa insieme al terreno.
A oltre tre metri di circonferenza, un cipresso italico così grosso si legge come una colonna tozza piuttosto che come la sottile guglia scura in cui la specie viene di solito piantata altrove sulla penisola. I due rilievi ufficiali di questo albero, il registro nazionale e la scheda regionale, non concordano di 25-30 metri su dove esattamente si trovi nel cimitero, quindi qui il puntatore è onestamente approssimativo e non esatto.
Il cimitero comunale di Piano di Sorrento è gratuito e aperto nelle ore diurne del comune, una fermata della Circumvesuviana da Sorrento e circa quindici minuti a piedi su Via Gennaro Maresca, la stessa passeggiata dei suoi due cipressi fratelli.
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Il Terzo Cipresso del Cimitero di Piano di Sorrento
Cipresso comune (Cupressus sempervirens) · oltre 130 anni · Piano di Sorrento (adjoining Sorrento, on the peninsula)
Dietro la grande cappella del cimitero, al cancello sul viale principale, si trova il terzo dei cipressi registrati di Piano di Sorrento: 2,70 metri di circonferenza, una spanna più grosso del più piccolo dei tre e un metro in meno del più grande.
La testimonianza orale attribuisce a tutti e tre lo stesso anno di nascita, il 1876, quando aprì il Cimitero Comunale, una datazione che la scheda della Regione Campania ripete senza confermarla in modo indipendente. Questo lo rende over 130 anni all'ultimo aggiornamento del registro, più vicino ai 150 oggi, la stessa onesta riserva che vale per i suoi due vicini.
Ciò che lo distingue, oltre alla circonferenza, è che porta con sé un vero punto di riferimento: il registro lo colloca specificamente al cancello sul viale principale dietro la grande cappella, senza lasciare al visitatore il compito di indovinare tra tre tronchi quasi identici. I due rilievi ufficiali sulla sua posizione concordano entro circa cinque metri, più precisi di quanto riescano i suoi fratelli, anche se il puntatore resta comunque approssimativo e non confermato.
Il cimitero comunale di Piano di Sorrento è gratuito, aperto nelle ore diurne del comune, una fermata della Circumvesuviana da Sorrento e circa quindici minuti in salita su Via Gennaro Maresca.
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Il Rovere del Vallone San Giuseppe
Rovere (Quercus petraea) · oltre un secolo · Vallone San Giuseppe, Piano di Sorrento
Le strade qui prendono il nome dalla terra. Via Creta significa argilla, ed è argilla quella che si scavava in questa valle per fare i mattoni. È anche il terreno in cui questa quercia ha passato tutta la vita.
È un rovere, 3,33 metri di circonferenza secondo la scheda regionale della Campania e 3,46 secondo il registro nazionale, una discrepanza di tredici centimetri tra due organi dello stesso stato. È cresciuto alto e dritto piuttosto che espandersi, e a circa sette metri di altezza il tronco si divide in due branche principali. Intorno crescono noccioli e qualche altra quercia sulla sponda sinistra scoscesa di un torrente che nasce cinquanta metri più in alto, alle sorgenti del Monte Vicalvano.
Quella compagnia è un resto e non un bosco, il che spiega in parte perché una quercia su una sponda di torrente sia finita comunque su un registro nazionale.
La scheda regionale la definisce secolare e non offre un numero migliore, quindi non lo facciamo neanche noi: oltre cento anni, e nessuno ha detto quanto oltre. La parola più recente su di essa è il rilievo regionale del 2008 su cui è stato costruito il registro. Nulla suggerisce che sia stata perduta, e si trova in una valle riparata piuttosto che su una strada esposta. Se ci si arriva a piedi dalla stazione e la si trova lì, ci farebbe piacere saperlo.
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